Prefazione di S.E. Francesco Milito

L’intera vita di Ippolito, un ricco e libertino centurione romano, si sgretola alle dolci parole del diacono Lorenzo, un suo carcerato, appena prima d’essere bruciato vivo su una graticola. La conversione del soldato è rapida, senza tentennamenti, senza rumore di parole. Nella Roma delle persecuzioni, abbracciare la fede merita il martirio. La sua vita da cristiano dura solo qualche giorno… ed è un capolavoro da raccontare.

7 recensioni per S. Ippolito martire

  1. Katia Maiolo

    Letto tutto d’un fiato, impossibile fare diversamente. Non è facile narrare di qualcuno di cui si sa veramente poco senza cadere nell’ovvio o nel troppo romanzato. L’Autore però ci ha magistralmente donato l’immagine di un uomo con tutte le sue umani fragilità divenuto martire. Le immagini cruente del martirio ai tempi dell’antica Roma contrapposte allo splendore immacolato di una fede viva e vibrante. Questo libro è una piccola perla per chi crede ma anche per chi è alla ricerca di sé. Sant’Ippolito un esempio di coraggio, un uomo “moderno” per i suoi tempi capace di mettere a nudo la sua anima e donarla al mondo.
    Complimenti all’ Autore.
    Consigliatissimo.

  2. Maria Rita Castiglione

    COMPLIMENTI!!!! Il libro è veramente veramente molto bello, con una scrittura semplice e scorrevole l’autore è riuscito a parlare in modo profondo e toccante dell’immensa realtà della fede ,
    delle possibilità per tutti del cambiamento. Ritengo sia un’ottimo libro ed una bellissima testimonianza. Da leggere e da regalare!!

  3. Anastasio Francesco

    HO LETTO!
    Il libro che Cristian Maria Giuseppe Bartolomeo ha dedicato al nostro Protettore Sant’ippolito, è da leggere.
    Cristian, grazie ad una perfetta descrizione di atmosfere, luoghi ed eventi, traccia la storia, mai scritta in città, della conversione e del martirio di Ippolito in maniera veritiera che ti coinvolge e ti appassiona.
    La storia del centurione Ippolito è conosciuta, ma leggerla tra le pagine scritte con grande trasporto emotivo dall’amico Cristian , assume una valenza ed una conoscenza diversa.
    Una lettura piacevole che ti trasporta in quel tempo difficile per i Cristiani.
    L’ho trovato molto avvincente.
    Grazie gentile Cristian, ti ringrazio per diversi motivi e sopratutto, perché la tua narrazione mi ha portato ad amare ed onorare ancora di più il nostro amato Sant’Ippolito.
    Un eccellente lavoro ,che scaturisce da una ricerca profonda ed appassionata di questo Martire, che come dici, conoscevi ben poco.
    Sono certo che questo tuo lavoro, ha tutti gli elementi per diventare un libro storico.
    Le mie congratulazioni.
    Francesco Anastasio

  4. Sabrina

    Ho letto il romanzo!
    Ecco le mie impressioni…
    Ho sempre osservato il quadro raffigurante il martirio di Sant’Ippolito, collocato nella nostra chiesa… ma mai avrei pensato che la lettura di un romanzo sulla storia del Santo mi avrebbe fatto entrare “dentro” quel quadro, quasi a rendermi partecipe di quel doloroso martirio di cui ne avevo solo sentito parlare!
    Ogni rigo suscita emozioni,il cuore palpita e freme, si vorrebbe fare qualcosa per fermare tanta crudeltà, il lettore diventa inconsapevolmente testimone degli ultimi istanti di vita del nostro Santo; l’anima del lettore viene scossa, si legge velocemente ogni pagina per cercare di capire di più…si assiste impotenti al martirio, ma allo stesso tempo si impara a conoscere Ippolito come uomo, incredibilmente forte, fiero e sicuro dell’amore di Dio, che lo ricompenserà per tanta sofferenza subita!
    Complimenti a te Christian e
    grazie di cuore per questa straordinaria storia che ci aiuta ad amare sempre più Sant’Ippolito!

  5. Davide

    Tra i diversi elementi interessanti della storia di Sant’Ippolito ciò che più mi ha colpito, e che il libro riporta magistralmente, è la potenza trasformativa dell’incontro, in questo caso nella Fede, che cambia la vita a Ippolito (e un po’ credo anche a Lorenzo) offrendogli la possibilità di redenzione e santità.

    Grazie per l’ottimo libro, consigliato!

  6. Lucio Rodinò

    Un altro piccolo capolavoro di Bartolomeo.
    Voglio soffermarmi su due tra le tante cose che mi hanno colpito del nuovo libro di Christian Maria Giuseppe Bartolomeo.
    La prima è la qualità della scrittura. Ha modificato o meglio ha fatto evolvere il suo stile per metterlo al servizio di un libro diverso dagli altri. Ha capito che attraverso la scrittura snella poteva bilanciare il peso che la storia di una conversione e di un martirio inevitabilmente portava con sé.
    Questa scelta secondo me ha fatto fare alla sua opera un enorme salto di qualità.
    Il secondo punto che mi interessa invece sottolineare riguarda la sua decisione di scrivere di S. Ippolito.
    Christian ha fatto un regalo a quella che è ormai la sua comunità. Il patrono di Gioia Tauro, grazie al suo libro, può tornare ad essere una persona di famiglia. A prescindere dalla fede, ogni comunità ha dei simboli e ha il dovere di tenerli vivi. Non sempre la cittadina calabrese ha messo l’impegno necessario per adempiere a questo dovere.
    Un libro da leggere, da regalare e da conservare.

  7. Gabriella Pappacoda

    Christian Bartolomeo sono felice che tu non abbia scritto una semplice biografia su S. Ippolito, anche perché le fonti storiografiche non lo consentono per l’esiguità dei dati. Ma questa “mancanza” di dati, anziché costituire un limite, ti ha offerto l’opportunità di entrare nel cuore del nostro Santo Patrono, con la sensibilità di chi si accosta alla vita, o meglio, alla vocazione dei Santi con rispetto, e questa sensibilità si evince dalla forte vena poetica che pervade gran parte della tua prosa, quasi volessi omaggiare la vita di un grande Santo con la Parola; una parola preziosa, curata in ogni suo aspetto, potente come il fuoco che ardeva nell’animo di Ippolito nel momento della sua conversione. È incredibile l’empatia che si crea tra il lettore e i personaggi del romanzo. La storia ti porta a sostare davanti alla cella di Lorenzo per ascoltare le sue parole di speranza, per commuoversi di fronte alla conversione di Lucillo; per restare svegli con Ippolito mentre la fede “scava“ nel suo animo; vivere indirettamente il dolore della graticola dove si è consumata la vita del diacono Lorenzo e dove si è innalzata la gloria di Dio. E come non pensare agli ultimi istanti della vita terrena di Ippolito, straziato da cavalli infuriati; lui che, come scrivi: “Quel Cristo da poco conosciuto, da poco amato, traspare in Ippolito. Vive in lui”.
    Nel 258 d. C. , durante le persecuzioni disposte dall’imperatore Valeriano, i cristiani hanno sofferto pene indicibili e i martiri hanno dato forza e coraggio alle comunità cristiane.
    Oggi molti consacrati e laici testimoniano con vigore e spesso perdono la vita, anche se non ne sentiamo parlare abbastanza. Questo splendido testo ci aiuta a “vedere” nell’umanità del centurione Ippolito il disegno di Dio, la trasformazione nata da una “chiamata” che riveste di luce l’uomo pagano che fa una scelta: si fida di Dio e nel martirio, l’altare da cui si erge la gloria dell’Altissimo, trova compimento il disegno di santità a cui ogni uomo è chiamato.
    “Possiamo essere martiri anche senza che la spada ci trafigga, purché sinceramente decisi a conservare la pazienza nel cuore” (San Gregorio Magno)
    Una lettura da non perdere

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