Come è descritta la donna nei Testi Sacri? In essi più che in altri, la donna è raccontata come l’altra parte dell’umanità, la metà che la edifica e la completa e in quanto tale capace di colmare quel senso di solitudine e di mancanza che è nell’uomo. In questo però ella ha una grande responsabilità, non è chiusura ma apertura all’altro, al tutto, a Dio. Deve trascendersi, diventare respiro, anelito, come dice Irigaray soffio cosmico: “Sembra che il soffio femminile rimanga allo stesso tempo più collegato all’universo, […] Il divino al femminile assicura un ponte tra il mondo umano e il mondo cosmico, tra la natura micro e macro-cosmica, tra il corpo e l’universo. […] Per la donna, il mondo, a cominciare da se stessa, non si deve riscattare o risuscitare solo domani o in cielo, ma da oggi, sulla terra […]. Lei deve diventare creatrice dell’umanità, generatrice spirituale e non solo naturale”.

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