La tematica dei cinque sensi diventa propedeutica per la comprensione della nostra storia, in quanto la loro rappresentazione può costituire un tramite per comprendere meglio le disposizioni morali che caratterizzano modalità diverse di approccio al paziente e le loro evoluzioni nel corso del tempo. Si è voluto riflettere a più voci sul possibile ruolo dei sensi come fondamento e base della cura e della pratica clinica stessa. Si è cercato di comprendere quali intrecci e quali riflessi generano nell’arte della cura, lo sguardo, la vista, l’ascolto, le diverse forme del toccare e del contatto corporeo, il gusto e l’olfatto. Parlare dei sensi nella cura è parlare della presenza sensibile e dell’indecifrabilità dell’uomo, che si potrebbe anche considerare come un modo di pensare, in uno stile diverso, la stessa «condition humaine». Qui sta la genesi della storia di questo libro, vale a dire, come un ritorno ai sensi può aprire nuove idee (anzi, questo è troppo limitato al senso della vista!) a nuove percezioni per la riflessione e nuovi significati bioetici. Sembra spiacevole, infatti, che la bioetica di oggi sia una bioetica dei principi e una bioetica delle frontiere (sia ai margini della vita umana, ma anche rispetto alle nuove biotecnologie), piuttosto che una bioetica della vita. Parafrasando Serres, si potrebbe dire che la bioetica odierna «non ha il senso dell’olfatto, e niente gusto». Da ciò l’importanza per l’esercizio della pratica clinica, di una riflessione sui cinque sensi.

1 recensione per La bioetica e i cinque sensi

  1. Mariella Catania

    Ho seguito questo convegno nel 2020 che, per via della pandemia, e state trasmesso ‘online’. Come e’ solito che succede in questi convegni, il programma era molto denso e molto ricco, e per apprezzare il contenuto delle conferenze, e’ sempre meglio prendere il tempo per leggerli. Ho apprezzato anche il fatto che in tante conferenze si e’ fatto riferimento alla pandemia e alle esperienze e sfide nuove che ci ha messo davanti il covid-19. Consiglio questo libro a tutto coloro che hanno ha cuore la bioetica e che vogliono esplorare nuovi orizzonti per continuare a leggere i segni dei tempi in questo ambito tanto importante.

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