Benedetto XVI, il Papa dell’educazione, ha elevato un alto “grido” alla Chiesa e alla comunità degli uomini: occorre uscire dalla “emergenza educativa” tornando a praticare la “pedagogia del cuore”. Gli esempi per quest’educazione sapienziale non mancano in campo cattolico: Giovanni Bosco, Antonio Rosmini-Serbati, Eugenia Ravasco, Romano Guardini sono solo alcuni nomi ricordevoli. Altri educatori di grande dignità umana e di alto sentire sono presenti nel protetantesimo: basti la memoria del pedagogista svizzero Johann Heinrich Pestalozzi (1746-1827), che fece dell’amore pensoso il centro della sua teoria educativa. Neppure mancano pedagogisti laici che evidenziano la dimensione del cuore. È quanto mai saggio, pertanto, che la Conferenza Episcopale Italiana, per il prossimo decennio (2010- 2020), abbia scelto come tema pastorale unitario quello educativo, spostando l’asse della sua attenzione su uno dei doveri vocazionali più propri della Chiesa.

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