La nuova edizione del Messale Romano approvata dalla CEI offrirà alla liturgia delle Chiese d’Italia anche una diversa traduzione della preghiera del «Padre nostro». Una delle novità che ha fatto scalpore, è l’annuncio di una traduzione “nuova” nella sua penultima domanda: «non ci indurre in tentazione». Su questa espressione, già in passato, sono stati versati fiumi di inchiostro. «Non abbandonarci alla tentazione» sarà la nuova traduzione. Questa decisione dei Vescovi italiani ha incuriosito molti. Tutta colpa di Papa Francesco? I Vescovi italiani stanno facendo la cosa giusta o stanno alterando la storica preghiera dei cristiani? Dobbiamo forse rivedere la nostra concezione di Dio? Il testo si offre come strumento per un percorso di catechesi e personale approfondimento, un testo divulgativo ma con particolari riferimenti bibliografici e rimandi ad eventuali studi sul tema. Una riflessione che tenta di sviluppare un antidoto all’abitudine delle parole e all’indifferenza dei contenuti della preghiera di ogni cristiano.

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