Il presente studio prende avvio dal gruppo di ricerca interdisciplinare sorto dalla collaborazione tra la Fondazione Migrantes e la Società Geografica Italiana. La centralità attribuita alla valorizzazione delle tradizioni alimentari nell’anno di Expo 2015 ha creato l’occasione per ripercorrere il passato e il presente dell’emigrazione italiana attraverso la pratica vinicola. A partire da questa indagine è stato, quindi, possibile approfondire il ruolo non secondario di sacerdoti e missionari appartenenti a vari ordini che a fianco degli emigranti italiani, concorsero a diffondere la viticoltura oltre i confini nazionali. Spinti, inizialmente, dalla necessità di disporre di una certa quantità di vino per le funzioni liturgiche, i religiosi attraverso la vitivinicoltura hanno partecipato alla colonizzazione delle terre vergini in America, fornendo un’istruzione agraria e valorizzando il territorio nel quale operarono. Inserita all’interno della più ampia prospettiva geografica della territorializzazione, questa ricerca affronta, dunque, le vicende di quei religiosi che tra Settecento e Novecento contribuirono alla diffusione della pratica vinicola oltreoceano, riportando, inoltre, le testimonianze di quei missionari che più recentemente si sono resi protagonisti di “esperimenti” vitivinicoli in alcune aree del continente africano e della Palestina.

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