In una terra eminentemente sismica come l’Italia, a causa della collisione tra placca mediterranea e placca euro-asiatica, l’Appennino Abruzzese si colloca purtroppo nella zona di massima sismicità. All’Aquila in particolare, il terremoto è di casa, compagno inseparabile e onnipresente. Ogni due-tre secoli i parossismi si fanno distruttori: l’ultimo vissuto proprio dalla nostra generazione, il 6 aprile 2009. Questi terremoti distruttivi a volte possono causare la scomparsa di un’intera civiltà. Il più delle volte, invece, paradossalmente essi diventano spinta alla riattivazione economico-sociale di un territorio, nonché, in particolare, se non veri e propri spartiacque, di certo accelerazione di fenomeni culturali e di cambio di mentalità, di abitudini e di modi di vita e di lavoro.

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