Il circo rappresenta molto più che un mestiere: essere circensi è un’arte e un modo di concepire l’esistenza. Attraverso interviste, incontri e testimonianze dirette, il volume risale ai motivi per cui la convivenza sotto il tendone funziona meglio che altrove. Ne emerge un affresco variegato di alcune famiglie italiane di circensi, arricchito dalle molte culture dei migranti che entrano in carovana come artisti, maestranze e operai. C’è una misteriosa caparbietà nell’azione dei circensi; una tradizione orgogliosa che si tramanda da generazioni e non viene scalfita neanche dal disamore del pubblico o dalla critica animalista. L’essere circo è come una religione identitaria. Nel definire chi non fa parte del circo, gli artisti usano il termine i fermi. I fermi siamo noi: gli stanziali, quelli che non sono in grado di usare il proprio corpo per creare “attrazioni”. Che non girano in carovana. Quelli che si spostano ma non viaggiano. Noi fermi, però, abbiamo un’opportunità unica da cogliere: imparare molto dalla resilienza del circo. Rispetto, divertimento e vita comunitaria sono gli indispensabili ingredienti di una convivenza più umana.

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Circus Pride”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Per accedere ai contenuti della cartella stampa, richiedi l'accesso inviando una email a redazione@editricetau.com
© 2022 Tau Editrice - Via Umbria 148/7 - 06059 Todi (PG) - Iscrizione registro Imprese PG - 205459 - P.IVA 02265070546 - e-mail: taueditrice@pec.it