Povertà e salute mentale

Relazione circolare e diritti negati
20,00

Povertà e salute mentale non sono condizioni separate, ma parti di una relazione circolare che attraversa le vite delle persone, i territori e le politiche pubbliche, generando esclusione sociale, stigma e diritti negati. Questo volume è promosso da Caritas Italiana in collaborazione con la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia.


Autore:
Anno di pubblicazione: 2026
Numero di pagine: 238
Formato: 17×24
Argomenti: Dottrina sociale e giustizia sociale, Salute mentale e politiche sociosanitarie, Povertà, disuguaglianze e fragilità sociale

Descrizione

Il volume Povertà e salute mentale analizza in modo rigoroso e documentato il nesso strutturale tra disagio psichico, disuguaglianze e impoverimento sociale non limitandosi alla diagnosi delle fragilità del sistema, ma propone traiettorie concrete di cambiamento: rafforzamento dell’integrazione sociosanitaria, rilancio dei servizi di prossimità, valorizzazione del Terzo settore, centralità dei diritti e dei progetti di vita. La salute mentale viene qui assunta come bene comune e misura della giustizia sociale di una società.

I contributi sono curati da Giovanna Del Giudice, Marina Capasso Tosolini, Ludovica D’Alessandro, Federica De Lauso, Vera Pellegrino, Giulia Amerio, Caterina Coughlin, Federica Arenare e Barbara Rosina.

Il volume è introdotto dalla prefazione del Cardinale Matteo Maria Zuppi e si conclude con una postfazione di Don Marco Pagniello.

Attraverso dati epidemiologici, studi di sorveglianza, dati della letteratura, ricerche quali-quantitative e l’ascolto diretto di operatori, volontari e familiari, il testo restituisce un quadro articolato del disagio mentale in Italia, mettendo in luce il ruolo dei determinanti sociali della salute e l’impatto di disuguaglianze e povertà, nelle diverse forme. Ne emerge un peggioramento strutturale della salute mentale, con effetti particolarmente evidenti sulle giovani generazioni, sulle donne, sulle persone con esperienza migratoria, e una critica al definanziamento della salute mentale, all’indebolimento dei servizi territoriali, alle crescenti disuguaglianze nell’accesso alle cure e ai servizi integrati.

Il volume non si limita a descrivere le sfide esistenti, ma indica traiettorie possibili di cambiamento: il rafforzamento dell’integrazione sociosanitaria, il rilancio dei servizi di prossimità, il riconoscimento del ruolo del Terzo settore e la centralità dei diritti, della partecipazione e dei progetti di vita. Un contributo che invita a considerare la salute mentale come bene comune e fondamento della cittadinanza, assumendola come responsabilità collettiva e misura della giustizia sociale di una società.

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