Questo agile volume non è un’analisi quantitativa e/o statistica dei flussi in uscita con riferimento ai paesi di destinazione e alle regioni di origine o dei rimpatri. L’intento in queste pagine è, invece, quello di far luce sulle cause che hanno determinato l’emigrazione italiana dal 1876 al 1976 ed è evidente che parlare di mobilità significa parlare di un fatto sociale globale e che elementi pertinenti a un determinato luogo hanno risvolti e connessioni con altri posti più o meno lontani. «Emerge – si legge nella Prefazione al libro – un quadro dell’Italia complesso dove l’emigrazione è più di una esigenza demografica strutturalmente connessa alle decisioni politiche del tempo e alla situazione economica. L’emigrazione in queste pagine viene descritta come scelta sociale per capire la quale bisogna avere uno sguardo ampio sull’Europa e sul mondo: decisioni politiche ed economiche prese negli Stati Uniti o in Germania, ad esempio, influiscono sulla decisione di partire e sulle effettive partenze di tanti italiani».

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