Le vicende storiche che legano la realizzazione della basilica di S. Pudenziana al pontificato di papa Siricio (384-399) per opera dei presbiteri Ilicio, Massimo e Leopardo sono ben note grazie ad una serie di testimonianze archeologhe ed epigrafiche che, per molti versi, consentono di ricostruire un quadro nitido e dettagliato dei modi e dei tempi con cui, allo scadere del IV secolo, si impiantò, alle pendici dell’Esquilino e a ridosso del vicus Urbanus, la chiesa di Pudente. Più problematico risulta invece il quadro cronologico relativo al mosaico del catino absidale, poiché se, da una parte, varie testimonianze epigrafiche suggeriscono di ricondurre la sua realizzazione nell’ambito del primo progetto edilizio promosso dai tre presbiteri durante l’età siricana, dall’altra, invece, alcune iscrizioni, ora perdute, spingono la datazione della decorazione absidale oltre l’età di Siricio, superando le soglie del IV secolo, sino ad arrivare al pontificato di papa Innocenzo I (401-417).

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