Mafiosi, corrotti, abortisti e carcerati. A tutti i peccatori pentiti Papa Francesco spalanca la porta santa del Giubileo della misericordia dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016. Un Anno Santo a Roma e in tutte le diocesi del mondo per sintonizzarsi sui “battiti di questo tempo” e riformare la Chiesa.

Nessuno – sostiene Bergoglio – può essere escluso dalla misericordia di Dio; tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta”, perché, come ricorda il Papa citando Lev Tolstoj, “separarsi per non sporcarsi con gli altri è la sporcizia più grande”. Un evento destinato a segnare indelebilmente il pontificato di Francesco e il cammino ecclesiale nel Terzo millennio, dopo due Sinodi dei vescovi sulla famiglia con al centro l’accoglienza dei divorziati risposati e dei gay. Un Anno Santo in cui il Papa ha dato a tutti i sacerdoti “la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono”.

Un vero e proprio invito alla conversione, dentro e fuori la Chiesa, in nome della misericordia che è la parola chiave del pontificato di Bergoglio: “Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia. Per il vostro bene, vi chiedo di cambiare vita. Ve lo chiedo nel nome del figlio di Dio che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun peccatore”.

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