Il desiderio di maternità nelle parole di Rachele rivolte a suo marito Giacobbe «Dammi dei figli se no io ne muoio», rivelano la sofferenza di ogni cuore di donna che desidera essere madre ma che non può. Cosa può provocare la frustrazione di questo desiderio e la sua mancata elaborazione? Il ricorso alla maternità surrogata è una via che pone degli interrogativi e merita un’analisi che l’autore, partendo da dati scientifici, propone in questo saggio. Per orientarsi bisogna chiedersi se sia sufficiente portare un figlio in grembo per dirsi madre, se il desiderio di avere un figlio possa essere sempre assecondato e, soprattutto, ragionare su chi sia una vera madre.

4 recensioni per «Dammi dei figli, se no io ne muoio» (Gn 30,1)

  1. Piera

    Un libro che tocca un argomento di grande spessore: la maternità. Ogni donna porta con sé, nel proprio intimo un desiderio che seppur a volte non riconosce o addirittura rifiuta, è una delle cose intrinseche alla sua stessa natura. Ma, come sottolinea Enzo Vitale, l’autore del testo, non tutti i desideri vanno assecondati. Avere un figlio è un dono, e l’esasperazione in cui si può cadere nella ricerca di realizzare il proprio “sogno”, il volerlo quel bambino a qualsiasi costo, è il frutto di un egoistico desiderio che, come viene spiegato con estrema chiarezza dal Vitale, pone al centro se stessi e non il bambino, così come invece dovrebbe essere. Il grido di Rachele, esplicitato nel titolo del testo, è il grido di tante donne che vivono la grande sofferenza della sterilità. Una sofferenza che sicuramente deve essere compresa e rispettata, ma che bisognerebbe incanalare perché si trasformi in una fecondità che vada al di là della generatività fisica. Ricorrere alla maternità surrogata per esaudire il personale desiderio di avere un figlio è fare di un dono, un oggetto. Un figlio non si compra, né si regala. Ciò che si nasconde dietro la pratica dell’utero in affitto è una delle cose più innaturali che esistano, è una delle menzogne più grandi che chi la sostiene, fa credere a chi nella disperazione, cerca strade alternative per diventare madre. “Ma chi è madre?”. Questo è l’interrogativo che l’autore pone e chiarisce con semplicità e con considerazioni che risultano illuminanti per chi si accosta a questo libro.
    Ringrazio p. Enzo Vitale per avermi permesso di andare a fondo sul tema della maternità, per avere arricchito la mia conoscenza su quello che è uno dei legami più naturali, più profondi fra due persone. Direi di più, unico e insostituibile: quello che si crea tra madre e figlio fin dal momento del concepimento. Ci sarebbe tanto e tanto altro da dire, ma lascio a chi si accosterà a queste pagine, di scoprire quanta altra ricchezza contengono.

  2. Aury

    Un mibro molto interessante e da una tematica delicata. Si Consiglia vivamente la lettura.

  3. Teresa

    Partendo dalla narrazione del grido di dolore di Rachele, moglie di Giacobbe, per la propria sterilità riportato nel libro della Genesi (30,1): “dammi dei figli, se no io ne muoio”, l’autore affronta un tema molto interessante, di profonda attualità e al tempo stesso, tanto discusso: “la maternità surrogata”.
    Un argomento che vede protagoniste le “donne” e il loro desiderio di maternità. Un desiderio, come definisce l’autore, sacrosanto, ma fino a che punto è giusto assecondare un desiderio? E cosa vuol dire “essere madre?” A queste e ad altre domande l’autore ha cercato di rispondere in modo chiaro nel suo libro.
    A voi lettori, la curiosità di leggerlo per scoprirne la bellezza di quanto è stato scritto.
    Buona lettura.

  4. Francesco

    Grazie alla lettura di questo libro, da marito nonché padre, ho potuto meglio comprendere che il legame che si instaura tra una madre e un figlio. Direi, qualcosa di unico e insostituibile, che purtroppo, noi uomini non possiamo comprendere fino in fondo. Partendo dal concetto di maternità, l’autore, tratta temi importanti come la “maternità surrogata”, fecondazione assistita ecc… Argomenti delicati, affrontati e spiegati in modo chiaro, tale da permettere al lettore di comprenderne il vero significato.
    Consiglio a tutti di leggerlo.

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